DRAWING WITH STUDIO LIGHT

WORKSHOP CON IGOR SAKHAROV
22-26 MARZO 2019 ROMA.

 

 

Al meglio non c’è mai fine

Sakharov è solito dire che workshop basati sulla divulgazione verbale siano l’antitesi del loro scopo.

Questo, al contrario, rappresenta un reale investimento nelle tue capacità di fotografo.
Nell’arco di soli cinque giorni il suo programma mette in condizione di realizzare qualsiasi tipo di fotografia in studio, di qualsiasi genere e difficoltà, ti insegna a disegnare con la luce, la matrice della fotografia.
Sakharovtrasmette l’esperienza tramite l’esperienza, creando dei veri set e gestendoli per un ipotetico, esigentissimo, committente, e lo fa con voi:
lavorerete con un partner esperto, desideroso di farvi crescere.
L’eccellente livello del workshop vi permette di produrre immagini di grande qualità, si prevedono degli aggiornamenti ed approfondimenti a cadenza annuale perché, fortunatamente, al meglio non c’è mai fine.

Il workshop si svolgerà con brevi introduzioni teoriche seguite da intense sessioni di fotografia reale seguendo questa scaletta:

Giorno 1Fondamenti di distribuzione della luce, il lavoro degli accessori di shaping, Fotografia di vetro e metallo. Nozioni di base sulla composizione.
Giorno 2Ripresa di gioielli e orologi, riprese di oggettistica per cataloghi e advertising.
Giorno 3Food, pennellate di luce.
Giorno 4 – Ritratto business e uomo, foto di wedding in studio.
Giorno 5 Ritratto femminile, Fashion, uso di effetti speciali.

Novità di questo workshop 1st stage sono le foto di Food e quelle di wedding in studio.

Igor Sakharov, con un esperienza lavorativa ventennale, è uno dei fotografi pubblicitari russi più importanti.
Ha collaborato con le principali agenzie di pubblicità internazionali ed europee specializzandosi nella fotografia di gioielli, prodotti alimentari, bevande, elettrodomestici, fashion e business portrait.

©Igor Sakharov

Fra i suoi clienti più di 200 aziende russe ed internazionali tra le quali: Pepsi, Pentax, Subaru, Fazer, Foster, Carlsberg, Bozita, Korloff, Carrera e Carrera, Gavello, Stockmann, Favraud, Maty Kay, Broncolor e Freywillei (portfolio Igor Sakharov)
Al suo portfolio si aggiungono ritratti di Business per la Business Elìte e il Governo Russo.
Ha tenuto Workshop di perfezionamento in studi fotografici in Russia ed in Europa.

Igor Sakharov è specializzato nella fotografia commerciale di prodotti di lusso, un mercato estremamente esigente. Nel suo workshop allestirà giornate di lavoro tipo, vi troverete a lavorare insieme a lui accrescendo esponenzialmente le vostre capacità tecniche e realizzative.

Questo primo stage sarà propedeutico per i successivi, nel 2019 prevediamo una nuova edizione del 1st stage seguito da uno di livello superiore, un sistema di insegnamento con cadenza annuale che verrà costantemente rinnovato in modo da costituire un sistema di insegnamento professionale con upgrade progressivi.

Igor Sakharov è Titolare e Insegnante di una Scuola di Fotografia Pubblicitaria dal 2002, i suoi studenti lavorano con successo negli studi professionali di tutto il mondo.

©Igor Sakharov

Riconoscimenti:

Giudice Fotografico WPC World Cup, 2017

Il workshop sarà tenuto in lingua russa con servizio di traduzione simultanea in italiano. Puoi scoprire il lavoro di Igor Sakharof sul suo sito e il suo portfolio.

Arguments/Subjects:

    • Basics of light (light distribution)
    • Working with different kinds of LIGHT SHAPERS
    • Photographing glass, metal
    • Basics of composition
    • Food
    • Wedding Studio
    • Female portrait
    • Fashion-photography, special effects
    • Shooting in the aquarium
    • Shooting water in motion
    • Shoot fire and light brush
    • Shooting nudity
    • male portrait photography
    • Shooting of jewelry and watches, the materials with different structure.

©Igor Sakharov

IMPORTANTE:

Il WORKSHOP è a     numero chiuso     per un numero     massimo    di      20 partecipanti

Il costo del WORKSHOP è di €700,00 + iva per i 5 giorni (non sono previsti pacchetti frazionati)


Disclaimer: Il programma potrebbe subire delle variazioni per motivi formativi e/o operativi.

 

 

14 dicembre 2018
Scritto da frameitalia
Helmut Newton

O lo ami o lo odi, un anarchico affascinato dall’estetica borghese.

Newton era consapevole di essere un elemento disturbante, neanche eccessivamente, per l’ambiente che rappresentava la sua committenza e da cui, in qualche modo, dipendeva. Questo contribuì volutamente o meno a farne un personaggio Bisogna essere sempre all’altezza della propria cattiva reputazione si divertiva spesso ad affermare.
La grande notorietà la raggiunse alla fine degli anni ‘60, grazie alle sue provocazioni alla morale, sempre belle le sue immagini decadenti, provocatorie ma esteticamente affascinanti. Introdusse nella fotografia di moda elementi di sadomasochismo, voyeurismo e omossessualità. Le donne cominciarono ad essere riprese in pose estremamente sensuali, in ambientazioni inequivocabili di vita privata, con la carica erotica che precede o la soddisfazione che segue un amplesso.

Questa cifra stilistica, il gusto per la provocazione, lo accompagnò sempre, non solo nella vita professionale e artistica. Con l’uscita nel 1974 del suo primo libro “White Women” ci fu la deflagrazione, fu accusato di razzismo ma non solo, anche di degradare la donna. La provocazione era stata accolta, Newton compiaciuto rilanciò a modo suo Ma quale razzismo, è un bellissimo titolo, tanto più che non c’è neanche una donna nera in tutto il volume!”.

Newton ha sempre avuto una passione per le modelle alte, muscolose, atletiche, le donnone americane erano il meglio a cui potesse ambire per le sue fotografie. In ogni caso le accuse di “degradare le donne”, cosa che in qualche modo sublimava il gioco sessuale rappresentato nell’erotismo dei suoi scatti, sono oggi molto ridimensionate e se ne apprezza invece la misura, allora molto trasgressiva, come pure l’eleganza, anche negli scatti più “bizzarri” e volutamente “kitsch”.
La sua eccezionale capacità di muoversi nelle zone di confine fra porno ed erotismo, rapportato ai tempi, e in ogni altra zona grigia, ha sempre stimolato l’osservatore, rendendo immancabilmente efficaci le sue immagini.

Ogni scatto era perfetto, anche con le luci artificiali, sebbene “odiasse” gli spazi confinati di studi ben attrezzati e prediligesse location esterne, spesso usando i Metz 60, “workhorse” di tantissimi suoi lavori spesso registrati con Hasselblad 500.

Alcuni cenni biografici:Helmut Newtonè nato a Berlino nel quartiere di Schöneberg da una famiglia ebrea, figlio di Klara “Claire” Marquis and Max Neustädter che erano proprietari di una fabbrica di bottoni, cresciuto nella buona borghesia berlinese degli anni venti-trenta, frequenta il Heinrich von Treitschke Realgymnasium e la Scuola Americana a Berlino.
Interessato alla fotografia fin da piccolo già a 12 anni acquista la sua prima macchina fotografica, e dal 1936 inizia a lavorare con la fotografa tedesca Elsie Neulander Simon, conosciuta come Ill de Yva. A seguito delle leggi razziali naziste lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo “Il Conte Rosso” e si rifugia a Singapore, lavorando come fotografo per il Straits Times.
In seguito venne internato dalle autorità britanniche di Singapore e venne espulso in Australia con la RMS Queen Mary. Arrivò a Sydney il 27 novembre 1940 e venne portato al campo d’internamento di Tatura (Victoria) dove rimase fino al 1942 dopo aver lavorato brevemente come raccoglitore di frutta. Nell’aprile del 1942 entrò nell’esercito australiano dove si occupò di guidare camion dell’esercito. Nel 1945 cambiò il suo cognome da Neustädter a Newton, che è la quasi esatta traduzione in inglese del suo cognome tedesco.
Il 13 maggio 1948 sposa l’attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di “Alice Springs” (dal nome dell’omonima città australiana). Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy. Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda. Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista. I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall’erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici.
Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie “Big Nudes” del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un’eccellente tecnica fotografica. Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Louis Vuitton, Borbonese e Dolce & Gabbana. Nel 1984 insieme a Peter Max realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart. Nell’ottobre 2003 dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz a Berlino. È attualmente esposta al Museo della Fotografia (Museum für Fotografie) vicino alla Bahnhof Zoologischer Garten, la stazione ferroviaria dello zoo di Berlino nel quartiere di Charlottenburg.

Successivamente vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in seguito a un incidente stradale – avvenuto a West Hollywood quando, il suo SUV Cadillac SRX, si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont (hotel sul Sunset Boulevard che era stato per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud) – al Cedars-Sinai Medical Center. Le sue spoglie sono state poste a Berlino nell’area ebraica del Cimitero di Friedenau e la sua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.

Qualche suo scatto alternato a suoi ritratti e autoritratti.

14 dicembre 2018
Scritto da frameitalia
“Nevermind” Nirvana cover baby…

Il bambino di Nevermind, nato nel 1991.

Spencer Elden fu lanciato in piscina per la foto di copertina dell’album più famoso dei Nirvana, Nevermind, aveva tre mesi. Spencer oggi è un fan della musica di cui è stato una immagine iconica, a sua insaputa. Fu ritratto in immersione mentre cercava di raggiungere un “verdone” innescato ad un amo, la verità è che il dollaro fu aggiunto dopo, in postproduzione. Qui racconta alla CNN nel 2011, quando aveva 20 anni come successe.

Nel 2016 Spencer ha voluto rifare lo stesso scatto chiedendo al fotografo di farlo nudo, come allora, il fotografo gli consigliò di non farlo, sarebbe risultato troppo “weird”, e lo fece desistere I said to the photographer, ‘Let’s do it naked.’ But he thought that would be weird, so I wore my swim shorts.

Spencer Elden 2016
Oggi Spencer vive d’arte in L.A. ha fatto diversi lavori negli ultimi anni, adesso si sta specializzando nel mercato dell’arte e sull’organizzazione di mostre e gallerie.
In memoria di Kurt…

11 dicembre 2018
Scritto da frameitalia
Antonio Moresco da Wojtek a Pomigliano

Martedì 20 Novembre alle 18:30, Antonio Moresco sarà ospite della Libreria Wojtek Piazza G. Leone 13 (ex Piazza Primavera), Pomigliano d’Arco, presenterà “La Lucina“, un film di Jonny Costantino e Fabio Badolato, basato su un suo scritto, di cui l’autore, uno dei massimi esponenti della letteratura italiana contemporanea, è pure protagonista.

A seguire questo incontro, alle 21:00, si terrà una proiezione gratuita del film, saranno presenti lo stesso Antonio Moresco e Jonny Costantino al cinema Magic Vision.

Antonio Moresco sul set del film “La lucina”

Il sempre modesto Salvatore Toscano sull’evento:

“Martedì 20-11-2018 alle 18:30 potrete incontrare Antonio Moresco nella libreria Wojtek di Pomigliano d’Arco. Alle 21:00 della stessa giornata, al cinema Magic Vision di Casalnuovo, potrete assistere gratuitamente alla proiezione del film “La lucina” tratto da un suo romanzo.
Mi sono imbattuto per la prima volta in un libro di Moresco nel 2001. Non ho avuto nemmeno il tempo di capire che stava diventando uno dei miei scrittori preferiti quando l’ho incontrato di persona. Ormai ci conosciamo dal 2002 e per me è un privilegio enorme anche solo poterlo chiamare al telefono: immaginate di avere la possibilità di fare una chiacchierata con Dostoevskij o con Kafka, ma questo per voi conta solo fino a un certo punto. Ciò che conta è che dopo anni di letture e riletture, studi e approfondimenti, dopo anni dedicati con infinita dedizione alla letteratura, all’amore disinteressato per i libri, mi sento perfettamente a mio agio quando dico che Moresco è di sicuro uno dei più grandi scrittori al mondo.
Anche se non conto un cazzo provate a fidarvi di me.”

S.Toscano e A.Moresco – Capua 2009

 

6 dicembre 2018
Scritto da frameitalia
Sabotage
Sabotage, Beastie Boys, uno dei video migliori di sempre.
Sabotage è una pezzo dei Beastie Boys. il primo 45 giri di Ill Communication, quarto album del gruppo ebreo newyorkese uscito nel 1994.
Il brano è stato inserito (2004) nella lista delle 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone. La rivista Q lo ha invece inserito nella classifica 100 Greatest Guitar Tracks (posizione 46) e nella lista delle migliori canzoni degli anni 90 da VH1 (39) e da Pitchfork Media (19).

Beastie Boys, maggio 1987, Liverpool
Il video per il brano, diretto da Spike Jonze, è un omaggio-parodia alle serie televisive poliziesche degli anni 70, come S.W.A.T. e Starsky e Hutch. Il video, presentato come una serie televisiva di nome Sabotage, vede la partecipazione dei membri della band come personaggi principali.
Il video è stato nominato in cinque categorie agli MTV Video Music Awards 1994 (Video of the Year, Best Group Video, Breakthrough Video, Best Direction in a Video, Viewer’s Choice), senza però vincere in alcuna di queste. Tuttavia riuscì a vincere nella categoria Best Video (That Should Have Won a Moonman) agli MTV Video Music Awards 2009.

5 dicembre 2018
Scritto da frameitalia
Pink Floyd a Space Odyssey
Originariamente doveva essere un semplice post (su Facebook ndA) della serie #Soundtrack ma non era umanamente possibile contenere in un post quello che suscitano le immagini dei 23’34” della parte finale di 2001 A Space Odyssey di Stanley Kubrick sulle note di Echoes dei Pink Floyd, di pari durata e…non solo.
Il legame fra queste due fantastiche e visionarie entità artistiche è sorprendente. Per molti anni è circolata l’ipotesi, mai confermata né smentita, che questa traccia fosse stata scritta proprio per il film, come proposta per la colonna sonora, quindi si suppone che i Pink Floyd gliela abbiano presentata, non si sa se stimolati a farlo o mossi da uno slancio autonomo.
Questa traccia, due anni dopo fu inserita nell’album Meddle uscito nel 1971 di cui costituisce essa sola il fantastico lato B del 33 giri con 23’31” di minutaggio. Il pezzo fu scritto da Wright/Gilmour/Waters/Mason e le voci sono di David Gilmour e Richard Wright.
Quello che è realmente destabilizzante è notare che la musica dei Pink Floyd ha uno sviluppo perfettamente sincrono e coerente con ogni momento dei 23’34” del quarto quarto dello spettacolare film datato 1968 di Kubrick, lo accompagna e si evolve seguendolo senza neanche una sbavatura, gli è cucita perfettamente addosso.
La mia personale visione è che, fosse vera questa leggenda, la musica dei Pink Floyd sarebbe stata troppo invasiva nei confronti della pellicola, “Echoes” aveva una personalità troppo forte, bellissima, coerente col film stesso ma sarebbe risultata diversiva, distraente.
Si sa di certo che per il film successivo, Arancia Meccanica, il regista ha chiesto loro di utilizzare parti di Atom Heart Mother, dopo molte discussioni però non si trovò un accordo.
Ad ogni modo è assai suggestivo gustarsi la parte finale del film “2001 A Space Odyssey” di Stanley Kubrick accompagnata da “Echoes” dei Pink Floyd, lascia increduli. Il suggerimento – scontato – è di accendere uno Smart TV ben amplificato…Jupiter and Beyond the Infinite.

17 novembre 2018
Scritto da frameitalia
WORKSHOP di REPORTAGE con ROBERTO STRANO – POMIGLIANO (NA)

Roberto Strano  in collaborazione con Frameitalia e laDistilleria

Tre giorni di full immersion con la fotografia di reportage.

“Durante la sua lunga carriera, Strano ha vinto numerosi premi ed è uno dei pochi fotografi italiani le cui foto sono state esposte alla Permanente Museo di Modena Franco Fontana, fra i più accreditati autori internazionali come Bragalia, Man Ray, Cartier-Bresson, Capa, Sander, Ghirri, Toscani, Scianna, Franco Fontana, Fontcuberta, Hamilton, Doisneau, Berengo Gardin, Giacomelli, Avedon.”

Joanna Longawa

Un’occasione imperdibile per capire come raccontare al meglio eventi e persone con la fotografia, le loro storie, le loro aspirazioni, i loro drammi. Grazie ai maestri del reportage come Roberto Strano siamo capaci di sentire e capire quello che vediamo, tutto in quella porzione di realtà che scelgono di inquadrare.

LOCATION:

laFeltrinelli point Via Roma, 281 – Pomigliano d’Arco (NA) link a Google MAPS  Ampio parcheggio gratuito

PROGRAMMA:

Come si realizza, come si struttura e come si articola un progetto fotografico.
La fotografia di Reportage sperimentata sul campo, dal vivo,  insieme al fotografo:
situazioni, storie in cui sarete proiettati e grazie alle quali imparerete l’approccio con le persone, la ricerca la luce, quella del Caravaggio o quella dei quadri di Hopper.

L’attrezzatura fotografica più idonea:
Si analizzeranno diverse tipologie di camera per individuare il mezzo fotografico più adatto per un servizio di reportage, con esempi e testimonianze, per acquisire una completa padronanza dell’attrezzo.

Il ritratto ambientato:
Si analizzeranno con il master le immagini di ogni singolo autore per potenziare, dare un taglio diverso e personalizzato, evidenziare  il dettaglio, il punctum (La chambre claire, Roland Barthes – 1980) di un’immagine.

Acquisire una metodologia appropriata di lavoro: organizzare contatti e fonti, gestione delle riprese.
 
Stimolare uno spirito di osservazione tale da far emergere le potenzialità individuali.

credits video Piero Sabatino

La stampa in bianco nero in pellicola, in digitale o attraverso degli scanner professionali.
Si analizzeranno delle  stampe professionali in bianco e nero.

L’editing:
selezione, messa in sequenza, il racconto fotografico, analizzeremo un servizio attraverso diversi giornali.

Come si presenta un servizio fotogiornalistico.

Accenni su un libro fotografico, la realizzazione, la scelta della copertina, visione dell’ultimo libro di Roberto Strano (PostCart, collana incontri).
 
Proiezione di audiovisivi e alcuni servizi fotogiornalistici ed eventuale dibattito.

Durante il workshop il docente vi renderà testimonianza del proprio lavoro e delle proprie esperienze come inviato fotoreporter nel mondo dal Brasile, a New York, dal servizio al Papa, all’attentato di Tunisi.

Date e orari:

  • Venerdì 1 Giugno h.16:00 – 19:00
  • Sabato 2 Giugno h.10:00 – 13:30; 14:30 – 19:00
  • Domenica 3 Giugno h.10:00 – 13:30 – 14:30 – 18:00


È richiesta la presentazione al docente, prima dell’iscrizione, del proprio portfolio in formato cartaceo o digitale; Il workshop è a numero chiuso (15 persone), costo €270,00 + iva.

A fine corso sarà consegnato ai partecipanti un attestato di partecipazione firmato dall’insegnante.

Link al sito di Roberto Strano

Link all’ evento Facebook

Contatti:  [email protected]

Disclaimer: Il programma potrebbe subire delle variazioni per motivi formativi e/o operativi.

16 marzo 2018
Scritto da frameitalia
Workshop di Irina Nedyalkova

Un programma di 2 giorni per imparare a fotografare immagini con atmosfere da fiaba con Irina Nedyalkova fotografa professionista per matrimoni e famiglie.

Irina Nedyalkova è nella Top 10 dei fotografi in Russia, i suoi lavori sono rientrati fra i 100 migliori progetti fotografici del premio BICFP 2013, 2014, 2015.

Oltre che nelle riprese Irina è specializzata nella postproduzione che regala un grande aiuto per il risultato finale, eppure lo fa senza impegnare troppo tempo: un ritocco rapido, di qualità ed esteticamente affascinante.

©Irina Nedyalkova

Il programma prevede 2 giornate piene e precisamente:

12 maggio: Riprese di Love Story. Wedding. Bambini.
13 maggio: Post Produzione degli scatti realizzati. Marketing fotografico.

©Irina Nedyalkova

SOLD OUT.

4 marzo 2018
Scritto da frameitalia
Il Regno Di Napoli BikePacking 2018

 

Il Regno di Napoli Bike Packing

 

Ѐ un progetto pluriennale per la tracciatura di percorsi ciclabili in mountain bike di tutta la regione. Vogliamo creare una serie di percorsi che permetteranno a chiunque, italiano o straniero, di attraversare i nostri meravigliosi luoghi. Un viaggio avventura in bicicletta di più giorni che porta a diretto contatto con la natura, in completa autonomia, scoprendo un nuovo concetto di sport: “l’Adventure Bike Packing”. Ѐ noto che il cicloturismo produce economia, la Campania ha tutte le potenzialità per sviluppare questo settore, è ora di iniziare!

 

Il Regno di Napoli Bike Packing, la cui prima edizione è datata 2 giugno 2017 si è sviluppato su un percorso di 360 km e 8800 metri di dislivello, attraverso strade bianche, percorsi ciclabili, strade asfaltate (a scarsa percorrenza) e sentieri CAI. Ha toccato luoghi ricchi di storia e paesaggi poco noti, ingiustamente squalificati, da recuperare tanto nella pubblica opinione quanto nella fruizione.

Il Regno di Napoli Bike Packing è un progetto che mostra ai partecipanti i magnifici ma misconosciuti Parchi Regionali della Campania, le Oasi protette, il tutto immerso in un contesto storico-culturale unico e antichissimo. Un’avventura in autonomia avendo a disposizione solo una traccia gps fornita dall’organizzazione e un road book con notizie utili come: dove dormire, dove accamparsi con la tenda e i punti di interesse da visitare.

 

La partenza è collettiva ma ognuno può decidere autonomamente dove dormire o la durata stessa del viaggio. Ѐ una sfida contro se stessi per ritrovare un autentico e personalissimo rapporto con la natura e i luoghi.

Questo nuovo concetto di sport “l’Adventure Bike Packing” crea legami sociali, soprattutto quando durante il viaggio si incontrano persone che vivono in borghi antichissimi, lontani dai grandi nomi, oppure quando incontri altri viaggiatori, o pastori in montagna e gli parli di cosa stai facendo. Spesso la gente che si incontra è affascinata, stupita dal nostro coraggio e dalla curiosità che ci porta in quei luoghi.

 

In questo modo si diffonde una filosofia di vita dedita al rispetto della natura e delle persone, alla scoperta dei territori che spesso vengono lasciati a se stessi.

Anche la natura del viaggiare in bicicletta, con la sua “lentezza” rispetto ai classici spostamenti turistici fa sì che l’approccio al territorio sia profondo e meditato, culturale.

 

Il Regno di Napoli Bike Packing rappresenta una occasione efficace per sviluppare un turismo consapevole, ecologico, virtuoso, che la nostra Regione può e deve sfruttare a pieno. La varietà dei paesaggi e un Clima spesso mite in ogni periodo dell’anno, sono i nostri punti di forza.

La seconda Edizione 2018

 

Ogni anno il percorso cicloturistico cambia zona e orientamento, infatti quest’anno la partenza e l’arrivo saranno la Reggia di Caserta. La partenza è prevista per il 28 Aprile prossimo.

 

Il nuovo percorso abbraccerà il territorio dell’alto casertano, sconfinando in Molise, l’area Beneventana e il confine con il territorio Avellinese. Attraverseremo circa 36 comuni e 6 parchi regionali tra cui due oasi naturali, per circa 385 km e 8000 metri di dislivello.

 

 

COMUNI ATTRAVERSATI:

 

Caserta, Caserta Vecchia, Durazzano, San Leucio, Vaccheria, Sant’Angelo in Formis, Capua, Triflisco, Bellona, Camigliano, Giano Vetusto, Rocchetta e Croce, Presenzano, Riardo, Teano, Casamostra, Valogno, Ceppagna, Capriati al Volturno, Letino, Gallo Matese, Cusano Mutri, Civitella Licino, San Lorenzello, San Salvatore Telesino, Telese Terme, Frasso Telesino, Bonea, Bucciano, Airola, Luzzano, Valle di Maddaloni, Casola, Piedimonte di Casola.

PUNTI DI INTERESSE:

  • Reggia di Caserta
  • Diga di Presenzano
  • Lungofiume del Calore
  • Parco Eolico di Durazzano
  • Acquedotto Vanvitelliano

 

PARCHI REGIONALI:

Per chiunque voglia iscriversi può contattare direttamente frameitalia o andare sul link diretto del RNBP.

25 febbraio 2018
Scritto da frameitalia